Sulle parallele,1936 Leni Riefenstahl
Fotografie

  Regista-fotografa e fotografa delle sue regie sono forse le espressioni più adatte per presentare Leni Riefensthal.
Oppressa da un passato storico senza dubbio scomodo - quello della bella donna corteggiata da Goebbels e ammirata da Hitler -; ossessionata a tal punto dal suo lavoro da diventare cieca e incapace di capire quello che stava accadendo attorno a lei; colpevole di non aver lasciato la Germania in un momento storico in cui "tutti" lo fecero: intenta soltanto a inseguire con la sua cinepresa quella 'bellezza', quel senso estetico che si è sempre trasformato in uno dei suoi maggiori capi di accusa.

La bellezza resta il più grande mistero del mondo: si crede di conoscerla, si vorrebbe averla per sé, si sa che senza di essa la vita non avrebbe valore. Le proporzioni ideali, il gioco raffinato di luce ed ombra, l'ordine teso, originato dal disordine - niente può riflettere con esattezza quanto la bellezza sia in grado di trasformare le cose. Solo l'uomo sa che cos'è la bellezza, poiché solo lui la può creare.
Al di là del tema agonistico, essa diventa il simbolo di un progresso tecnico nella "photogravure" che in quel periodo in Germania aveva raggiunto livelli tecnici ancora insuperati, dove stile e finalità sono a cavallo tra le norme della fotografia e del cinema.
La spettacolarità delle masse si contrappone ai ritratti di atleti, simboli della bellezza fisica dove l'agone sportivo, i corpi perfetti servono a magnificare l'individuo d'eccezione per incarnare l'uomo di una razza superiore e virile. Non sono fotografie influenzate dall'equilibrio della bellezza classica; sono invece la ricerca di una bellezza che scaturisce dai corpi in movimento. E non può essere altrimenti in quanto legati cinematograficamente al documentario sui giochi olimpici: infatti prima muove le immagini poi le fissa con l'obbiettivo.
C'è sempre, nelle immagini di Leni Riefenstahl, un riferimento continuo al mondo classico. La cultura fotografica nella Germania di quegli anni è affascinata dal mito della civiltà greca nella sua concezione dell'uomo come eroe. La sua tecnica fotografica privilegia la sapiente gamma dei toni chiari con effetti volutamente contrastanti. Il viso bagnato e deformato dallo sforzo è la prova dello stato di massima tensione in cui si trova l'atleta; chi taglia la linea d'arrivo senza sforzo non viene considerato e viene accolto senza entusiasmo dalla folla.
Leni Riefenstahl mostra le fotografie degli atleti impegnati in discipline olimpioniche, al fine di creare delle immagini di sport. Per lei, fotografare significa appropriarsi della cosa che si fotografa. Racconta di Olympia: "Per me, quel film ha rappresentato ancora una volta un'occasione per raccontare la bellezza del corpo umano, l'armonia del movimento, l'entusiasmo dello sport". La sua ricerca visiva si sintetizza nell'attività fotografica, in uno stretto legame tra immagine, sport e politica. Guardando le fotografie noi contempliamo la lunga storia dello sport ed esclamiamo: "Quanto è bello!". Ma, sventura nostra, se ci domandassero di definire il concetto. Riefenstahl: danzatrice, attrice, regista cinematografica nonché straordinaria fotografa, ha documentato, ricercato, ricomposto infinite volte per oltre settant'anni gli aspetti dei diversi mondi con cui è venuta in contatto - sia per ragioni storiche che per vivere, forse fino in fondo, il suo ruolo di artista - , affidando alla splendida potenza delle immagini la propria sensibilità.

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Leni Riefenstahl
Biografia

1902 il 22 agosto nasce a Berlino Bertha Helene Amalia Riefenstahl. Di famiglia abbastanza agiata (il padre ha una ditta di impianti per abitazioni), dapprima compie studi classici al Gymnasium; frequenta poi per due anni la Staatliche Kunstgewerbeschule für Zeichnen und Malen di Berlino.
1918 Studia danza classica con Eugenie Eduardova (Balletto di Petersburg) e danza moderna con Jutta Klamt e Mary Wigman.
1923 debutta come danzatrice e coreografa alla Tonhalle di Monaco in uno spettacolo finanziato da suo padre Alfred. Lo spettacolo, ripreso alcuni giorni dopo al Blüthhner Saal di Berlino, riscuote un immediato successo, tanto da essere replicato per settanta serate nelle principali città tedesche. Si procura una lesione al menisco che le impedirà di continuare la carriera di danzatrice.
1926 è la protagonista del film Der Heilige Berg (La montagna dell'amore), per la regia di Arnold Fanck, al fianco dell'attore e divo del momento Luis Trencker.
1927 sempre per la regia di Arnold Fanck è la protagonista del film Der Grosse Sprung (Il grande salto). 1928 interpreta Das Schicksal derer von Habsburg - die Tragödie eines Kaiserreiches (Il crollo degli Asburgo), un film del regista Rolf Raffé.
1929 è la protagonista del film Die weisse Hölle wom Piz Palü (La tragedia di Pizzo Palü), regia di Arnold Fanck e Georg Wilhelm Pabst. Crea la sua casa di produzione, la Riefenstahl-Film GmbH.
1930 è la protagonista del film di Arnold Fanck Stürme über dem Montblanc (Tempeste sul Monte Bianco).
1931 è la protagonista del film Der Weisse - Neue Wunder des Schneeschuhs (Ebbrezza bianca), di Arnold Fanck.
1932 debutta nella regia cinematografica con Das Blaue Licht-eine Berglegende aus den Dolomiten (La bella Maledetta-Luce Azzurra). E' interprete principale dell'opera e coautrice del soggetto e della sceneggiatura del film insieme a Béla Bálazs e Carl Mayer. Il film vincerà una medaglia a Venezia e una medaglia a Berlino.
1933 è la protagonista di S.O.S. Eisberg (SOS Iceberg), ultimo film in cui sarà diretta da Arnold Fanck. Direttamente incaricata da Adolf Hitler, si cimenta nella sua seconda esperienza di regia con Der Sieg des Glaubens - Der film vom Reichsparteitag der N.S.D.A.P. (La vittoria della fede, il film del congresso nazionale della N.S.D.A.P. - Partito nazionalsocialista tedesco). Il film è andato perduto. Pubblica Kampf in Schnee und eis (Lottando in mezzo alla neve e al ghiaccio), Leipzig, Hesse und Becker Verlag.
1934 Tiefland (Bassobiano): debutto del progetto con la sua regia e quella di Hans Abel; suo il soggetto, ispirato ad argomenti tratti dall'opera di Eugen d'Albert.
1935 è regista di altri due documentari sull'attività del partito nazionalsocialista: Triumph des Willens (Trionfo della volontà), e Tag der Freiheit - Unsere Wehrmacht (Giorno della Libertà - La nostra Wehrmacht). Pubblica il libro Hinter den Kulisen des Reichsparteig-Films (Dietro le quinte del film sul congresso del Reich) che però in realtà fu scritto da Ernst Jäger.
1936 inaugurazione dei giochi olimpici di Berlino, e inizio delle riprese del film Olympia.
1937 viene pubblicato per le edizioni Im Deutschen Verlag di Berlino il libro di fotografie Schönheit im Olympischen Kampf (Bellezza nella lotta olimpica).
1938 viene presentato in prima mondiale i film Olympia, dalla durata di circa quattro ore e diviso in due parti, Fest der Völker (Olympia), e Fest der Schönheit (Apoteosi di Olympia). Il film-documentario sulle Olimpiadi di Berlino è il risultato di due anni di intenso lavoro di montaggio e sincronizzazione, prodotto in quattro versioni: tedesca, inglese, francese e italiana (il film, in concorso a Venezia, vincerà la coppa Mussolini ex-equo con Luciano Serra Pilota di Goffredo Alessandrini, battendo in competizione il film di Disney Biancaneve.
1944
sposa il 21 marzo Peter Jacob.
1945-48 accusata di appartenere al partito nazionalsocialista, è internata tre anni in vari campi di prigionia e per tre mesi in un manicomio, subendo la confisca dei beni.
1949 dopo numerosi processi, viene definitivamente viene definitivamente "denazificata" dal tribunale di Friburgo il 16 dicembre.
1951 cura una nuova edizione del suo film Das Blaue Licht-eine Berglegende aus den Dolomiten (La bella Maledetta-Luce Azzurra) del 1932.
1954 Esce finalmente dopo una ventennale odissea il film Tiefland (Bassopiano), tratto dall'opera omonima di Eugéne D'Albert, di cui è regista, sceneggiatrice e interprete principale.
1956 primo viaggio in Africa.
1959 le viene dedicata una retrospettiva cinematografica alla Biennale di Venezia. Tutti i film sono proiettati in versione integrale.
1962 parte per il Kordofan in Sudan, e scopre i "suoi" Nuba.
1963-69 eccetto brevi periodi, durante questi sei anni vive insieme alle tribù Nuba, accompagnata dall'uomo che è tuttora il suo compagno di vita e di lavoro, Horst Kettner.
1972 a distanza di 36 anni da Olympia, realizza e pubblica per il Sunday Times Magazine un servizio fotografico sulle Olimpiadi di Monaco intitolato Leni Riefenstahl's Second Olympics.
1973 viene pubblicato il primo di una serie di libri-catalogo sulla sua attività di fotografa: Die Nuba. Menschen wie von einem anderen Stern (in Italia, I Nuba, Mondadori, 1978).
1976 viene pubblicato Die Nuba von Kau (in Italia, Gente di Kau,Mondadori, 1977).
1978 viene pubblicato Korallengärten (Giardini di corallo, Mondadori).
1980 prima esposizione delle fotografie dei Nuba in Giappone al The Seibu Museum of Art.
1982 viene pubblicato Mein Afrika (in Italia, La mia Africa, Mondadori, 1983).
1985 espone le fotografie dei Nuba in una mostra dal titolo Das Aktfoto, al Münchener Stadtmuseum.
1987 esce la sua discussa autobiografia, Memoiren, pubblicata in Germania. Il volume viene tradotto e pubblicato in molte lingue; la versione italiana porta il titolo Stretta nel tempo - Storia della mia vita, pubblicata da Bompiani nel 1995.
1990 viene pubblicato Wunder Unter Wasser (Meraviglia sott'acqua).
1991 in Giappone, nel complesso Bunk Mura, le viene dedicata una prima grande mostra monografica dal titolo Leni Riefenstahl - Life. La mostra viene curata e organizzata da Eiko Ishioka, assistente alla regia e costumista di Francis Ford Coppola.
1993 Ray Müller presenta il documentario Le Pouvoir des Images che ha per soggetto Leni Riefenstahl.
1994 Esce nuovamente in America, il libro di fotografie Olympia.
1995 retrospettiva dei suoi film a Leipzig.
1996 esposizione al Palazzo della Ragione di Milano e a Kuopio, in Finlandia. Spedizioni di immersione sulle coste di Coco Island, Costa Rica e Cuba.
1997 esposizione al Palazzo delle Esposizioni di Roma. 1998/99 esposizione Leni Riefenstahl al Filmmuseum di Potsdam.

Dal trampolino,1936
In volo, 1936
Giovane atleta,1936
Lanciatore di giavellotto,1936
Nello stadio,1936
Sul cavallo,1936
Salto ,1936
Jessy Owens,1936
Il vincitore,1936  
Nuotatore,1936  
Dopo il tuffo,1936  
Discobolo,1936
Glenn Smith,1936